Lunedì, 29 Giugno 2015 16:03

Adeguatezza Polizze Collettive

Adeguatezza polizze collettive


Facciamo seguito alla nostra precedente circolare n. 1602/2015 per informare gli Associati che
l’Ivass è intervenuto sul tema in oggetto riscontrando una richiesta di chiarimenti interpretativi
presentata da Aiba e qui allegata, in merito alla intervenuta modifica dell’art. 56 del Regolamento
Ivass n. 5/2006 introdotta dal Regolamento sulle semplificazioni.
Come noto, l’attuale formulazione dell’art. 56 prevede, tra gli adempimenti connessi alla
sottoscrizione di contratti in forma collettiva l’obbligo di esecuzione del test di adeguatezza rispetto
non soltanto al contraente della polizza collettiva ma a ciascun assicurato.
Se l’introduzione di tale misura, per espressa previsione regolamentare risulta senzíaltro
condivisibile nel caso in cui il contraente sia contemporaneamente anche intermediario di
collettiva, non è apparso altrettanto giustificato un intervento regolamentare che ha esteso tale
onere indistintamente a tutte le collettive.
In considerazione delle difficoltà operative derivanti, in concreto, dall’applicazione della norma in
esame e dell’immotivata estensione degli obblighi di adeguatezza a tutte le tipologie di collettive,
Aiba ha sollevato all’Autorità una serie di osservazioni critiche sia con riferimento alle modalità di
introduzione della previsione, sia con riferimento agli inevitabili aggravi posti a carico
dell’intermediario in termini di adempimenti e costi di gestione.
L’Ivass ha replicato con la nota che pure si allega per opportuna conoscenza.
In estrema sintesi, l’Autorità conferma la rilevanza della verifica di adeguatezza quale regola
essenziale di comportamento a carico degli intermediari che discende direttamente dalla normativa
europea ed è finalizzata a garantire all’assicurato il contratto più confacente alle sue esigenze.
Con riferimento alle polizze collettive conferma la necessità di procedere all’esecuzione del test di
adeguatezza per tutti i soggetti aderenti alla collettiva che risultino sopportare, in tutto o in parte,
l’onere economico della garanzia assicurativa.
Tale interpretazione trae la sua ragion d’essere dalla necessità di tutelare in uguale misura
l’assicurato che aderisce ad una polizza collettiva già predisposta nei suoi contenuti a colui che
sottoscrive un contratto assicurativo in forma individuale.
Tuttavia Ivass chiarisce che tale disposizione non si applica nei casi di esclusione previsti dalla
normativa vigente (art. 107 del Codice delle Assicurazioni, ripreso nell'art. 3 del Regolamento
ISVAP 5/2006). Date le esclusioni citate si ritiene che l’obiettivo perseguito dall’Autorità sia,
almeno parzialmente, non realizzato creandosi, peraltro, condizioni di disequilibrio normativo, ove
l’interesse commerciale dell’offerta assicurativa potrebbe avvantaggiarsi delle procedure
semplificate consentite a coloro che non svolgono attività di intermediazione professionale.
ASSOCIAZIONE
ITALIANA BROKERS
DI ASSICURAZIONI
E RIASSICURAZIONI
Venendo alle questioni di interesse della categoria, segnaliamo che l’Autorità, accogliendo in parte
alcune osservazioni rappresentate da Aiba, provvede a circoscrivere l’ambito di applicazione
dell’art. 56, che dalla formulazione letterale del testo regolamentare si conferma riferito
indistintamente a tutte le tipologie di contraenza collettiva.
In particolare, risulta escluso l’obbligo di esecuzione del test di adeguatezza nei casi di polizze
collettive in cui l’assicurato non sostenga l’onere del premio. In tali ipotesi, infatti, non essendo
posto a carico dell’assicurato un onere economico non si ritiene necessaria una verifica
dell’adeguatezza del prodotto ma solo un obbligo di fornire apposita informativa precontrattuale.
Rientrano tra i casi di esclusione dell’obbligo di adeguatezza anche tutte le polizze collettive
concluse in esecuzione di un contratto collettivo nazionale di lavoro ovvero integrativo
aziendale in ragione dell’obbligatorietà dell’adesione al contratto assicurativo.
L’Ivass, infine, lascia aperte possibili soluzioni operative in ordine alla applicazione della norma,
suggerendo, ad esempio di formulare il questionario da sottoporre all’assicurato anche per il
tramite del contraente al fine di evidenziare le caratteristiche del prodotto e i requisiti per
potersene avvalere, permanendo tuttavia in capo all’intermediario l’onere della valutazione
dell’adeguatezza che pertanto non potrà essere delegata al contraente medesimo.
Inoltre il richiamo alla possibilità di allegare il questionario per la raccolta delle informazioni al
modulo di adesione, unitamente all’utilizzo della posta elettronica, consente di individuare alcune
soluzioni operative per mantenere gli attuali contratti collettivi per adesione nel rispetto delle nuove
regole di compliance: è, infatti, sostenibile ipotizzare che la raccolta delle informazioni possa
essere avviata dall’intermediario anche attraverso una procedura informatica, ad esempio tramite
accesso al sito web dell’intermediario che permetta al contraente di raccogliere con immediatezza
dall’assicurato le informazioni per la compilazione interattiva del test di adeguatezza.
Rammentiamo infine che nei casi previsti dall’art. 3 comma 3 del Regolamento 5/2006, quando il
contraente collettivo deve obbligatoriamente configurarsi come intermediario che eventualmente
collabora con una azienda di brokeraggio, a tale contraente collettivo potrà integralmente affidarsi
l’onere della valutazione di adeguatezza degli assicurati al momento della loro adesione.
La Segreteria resta a disposizione per ogni necessità di chiarimento e supporto.
Cordiali saluti.
Il Segretario Generale

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